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Ciao,
innanzitutto voglio darti il benvenut*. È un immenso piacere averti tra gli iscritti 😃

Prima di iniziare questo percorso insieme ho bisogno di chiederti un immenso favore.

Trattandosi della mia primissima newsletter (sappi che sono super emozionata e anche un po’ in apprensione che tutto funzioni per il meglio! 😊) mi farebbe un immenso piacere e mi sarebbe estremamente utile se mi aiutassi a creare questo appuntamento settimanale come momento di condivisione e di crescita personale funzionale per te e per me.

Vorrei tanto che il nostro appuntamento del lunedì mattina trattasse argomenti per te utili, piacevoli ed educativi.

Perché di newsletter ce ne sono tante e anche io ogni tanto mi chiedo “Ma perché dovrei leggermi pure questa?!” 🤯

Per questo ti chiedo di compilare questo micro-sondaggio di 5 domande rapide che mi aiuterà a creare ogni settimana un contenuto che ti sia realmente di aiuto ed ispirazione.

Clicca sul bottone che trovi qui sotto, compila il sondaggio, invialo e poi torna qui che iniziamo!


Fatto? Non ti vedo, ma mi fido e ti ringrazio tantissimo! 🙏🏻

Non vedo l’ora di leggere i tuoi suggerimenti!

Ora però tocca a me e voglio raccontarti perché i buoni propositi di inizio anno spesso falliscono in meno di un mese.

Sei pront*? Iniziamo.


Ogni inizio anno siamo soliti fissarci degli obiettivi super motivanti:

perdere peso

una promozione al lavoro

guadagnare di più

leggere 999 libri al mese

andare in palestra 8 volte la settimana

ecc..

Peccato che il più delle volte questi obiettivi durino solo… poche settimane, un paio di mesi nella migliore delle ipotesi, e poi svaniscano nel nulla 🚽.

(lo so, è una metafora un po’ forte ma purtroppo rappresenta la realtà)

Ti sei mai chiest* come mai?

Come mai alla fine dell’anno sei così pien* di buoni propositi e poi non riesci a tener fede a nessuno o solo ad alcuni di essi?

Te lo spiego subito.

Si chiama feedback loop.

Ecco un esempio semplicissimo.

Poniamo che uno degli obiettivi che ti sei post* quest’anno sia quello di andare in palestra 3 volte la settimana. Vuoi allenare la costanza.
Sei sempre stato iscritt* in palestra ma ci sei sempre andat* saltuariamente.

Quello che accade è che le prime settimane sei così determinat* e motivato dal voler seguire questo buon proposito che ti comporti in modo super diligente.

Non sgarri nemmeno un giorno.

Rispetti il tuo piano, vai in palestra tre volte e ti senti forte, sicur* di te e prendi sempre più consapevolezza del fatto che questa volta tu possa davvero tener fede a questo patto con te stess*!


Senza considerare il fatto che andare in palestra e prenderti cura di te ti fa stare e sentire bene.

Ma…

La settimana successiva hai un inconveniente al lavoro.

Qualcuno più in alto ti chiede di finire un lavoro per il giorno dopo e tu, che quella sera avevi deciso di andare in palestra, non ci vai.

Ti fermi al lavoro fino a tardi.


Salti la palestra.

La volta successiva cade di venerdì sera e un amic* ti chiede di uscire per un aperitivo e poiché 2 giorni prima hai lavorato fino a tardi ti dici che in fondo te lo meriti (ed è vero!!!), così salti nuovamente la palestra.


Bam!

Eccoti entrato in un feedback loop che ha reso un buon proposito sulla strada dell’essere un vago ricordo!

Nella tua mente inizia a rafforzarsi la convinzione che lo sapevi che non ce l’avresti fatta a rispettare il tuo obiettivo perché non sei quel tipo di persona che va in palestra tre volte a settimana ma ci va ogni tanto.


Nelle settimane successive quindi continuerai ad andare in palestra ma quella determinazione che avevi all’inizio non sarà più la stessa e capiterà che quelle tre volte alla settimana diventino due e presto solo una.


Vuoi sapere cosa è successo?

È successo che hai lasciato che un singolo episodio avesse il potere di modificare l’immagine che hai di te stesso.

Vado in palestra 2 volte la settimana = penso di non essere una persona costante.

Il passaggio successivo è semplice: l’essere incostante diventerà a sua volta una costante nella tua vita (scusa il gioco di parole 😀) e penserai di te che non riesci a portare a termine un impegno fino in fondo.

Il feedback loop può diventare un vortice e un circolo vizioso potentissimo.

E allora come faccio a venirne fuori Fede?

Te lo spiego subito.

Ci sono 2 cose che puoi fare:

1️⃣ Prendi consapevolezza

La consapevolezza è il primo gradino verso il cambiamento.

Ogni volta che ti rendi conto che associ un tuo singolo comportamento con la tua identità o la tua persona… fermati.

Ad esempio: se vai in palestra una sola volta rispetto alle tre che ti sei prefissat*, non puoi dire “sono incostante” ma puoi dire “in questa occasione mi sono comportato in modo incostante”. 

Identità e comportamento sono due aspetti di te profondamente diversi!

Se hai avuto un inconveniente che non è dipeso da te, questo non significa che sei una persona incostante. Amen, è successo!

Ma altra cosa è se tutti i venerdì sera invece che andare in palestra esci con gli amici, in quel caso non si tratta più di un inconveniente ma una tua decisione consapevole!

E arriviamo così al punto 2.

2️⃣ Autodisciplinati

Nella mia esperienza la disciplina è stata la mia ancora di salvezza. 


All’università studiavo tutti i giorni con costanza; avevo un mio metodo e non mi alzavo dalla sedia finché non avevo finito le pagine che mi ero prefissata per quella giornata.

I miei compagni mi prendevano in giro ma non mi importava. Loro erano quelli della “secchiata” la notte prima, lo studio in una settimana, io invece ero quella che preparava gli esami in (almeno) due mesi.

Quello che mi rendeva diversa da loro, al di là di come e quanto studiassi, era avere un obiettivo


Volevo laurearmi con il massimo dei voti. La mia meta, il significato che davo allo studio era così forte e così motivante che raramente ho sgarrato!

Mi ero creata un metodo, una strategia per rispettare la scaletta quotidiana e facevo in modo che lo studio fosse la mia priorità.


Il resto veniva dopo.

Questo per me significa essere disciplinati.

Lo trovi forte? Lo è, ma è l’unico modo per ottenere ciò che vuoi davvero.

Essere disciplinati significa dare un significato a quello che fai.

Significa avere un obiettivo così grande e potente che niente può distrarti dal raggiungerlo.


E questo significato va alimentato continuamente così che l’entusiasmo resti alto.

Decidi qual è il tuo obiettivo, la tua meta e datti un obiettivo intermedio e quando lo hai raggiunto, premiati.

Cosa intendo?


Decidi qual è il significato che dai alla palestra, perché lo fai (e non basta “per tenermi in forma” perché non sarà abbastanza forte per stare in piedi) e definisci un micro obiettivo (ad es. perdere 1kg).


Quando l’hai raggiunto, premiati (uscendo con un amic*, andando al cinema o facendo qualunque cosa ti gratifichi).


Il giorno dopo riparti come un treno verso la meta e fissa un nuovo obiettivo intermedio.

Trova il tuo perché, il tuo significato e allena ogni giorno la tua disciplina.


Tener fede ai tuoi buoni propositi sarà decisamente più semplice (e ti costerà meno carta igienica).


💡 Cose che mi hanno ispirato questa settimana

  • Serie tv This is Us
    La storia parte dalla vita di una famiglia americana e dei loro tre bambini e attraverso continui flashback tra passato e presente conosciamo i personaggi ed il loro trascorso caratterizzato da un’infanzia tutt’altro che semplice che ha segnato per certi versi il loro destino da uomini adulti. 
    I temi trattati sono tanti: l’amore, le relazioni, il rapporto genitoriale, il razzismo, ecc. 
    L’ho trovata di ispirazione oltre che molto profonda e di grande insegnamento… prepara i fazzoletti 🥲

📚 I libri che sto leggendo

  • Le Otto Montagne – Paolo Cognetti
    Una storia di amicizia, di conflitti, di domande e risposte, di rimorsi e rimpianti per il protagonista Pietro, un ragazzo nato e cresciuto in una grande metropoli (Milano) che vive un rapporto di amore-odio con la montagna, grande passione del padre.
    Ideale se ami la montagna e rivedi in essa la libertà, l’indipendenza ed il desiderio di vivere nella natura. Cognetti ha la grande capacità di farti immergere nella realtà che descrive, vivere i luoghi e le situazioni.
    Un romanzo che mi ha aperto molte riflessioni su quanto sia importante vivere appieno la propria vita, non avere rimpianti e seguire sempre le proprie passioni.
  • L’almanacco di Naval Ravikant. Una guida alla ricchezza e alla felicitàEric Jorgenson
    Il libro tratta il tema ricchezza vs felicità, sempre molto attuale e conflittuale. Ho una personale visione della felicità derivante dalla filosofia Buddhista che sposo appieno e sono molto curiosa di scoprire in che modo Ravikat tratti i due temi.
  • Steve Jobs – Steven Paul 
    Libro affascinante se come me ami le storie di successo soprattutto se nascono dalle peggiori condizioni. Non penso serva che ti racconti chi era Steve Jobs e cosa abbia fatto ma è interessante scoprire la strada percorsa e le difficoltà incontrate perché sono di grande ispirazione oltre che di esempio. 
     

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