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Nel precedente articolo sul cambiamento, ti ho raccontato come l’ambiente mi avesse condizionato a tal punto da prendere la decisione di trasferirmi in un’altra città. Non avevo mai vissuto fuori da Milano prima di allora e la cosa mi spaventava parecchio.

Come spesso accade quando si affronta qualcosa di nuovo o una situazione nuova, il mio cervello aveva iniziato a farsi film con cui nemmeno Michael Bay poteva competere.
Ci hai mai pensato che i film che ci costruiamo nella nostra testa rappresentano scenari catastrofici con finali apocalittici??

Ecco, io ho iniziato a chiedermi:

👉 se dovesse succedermi qualcosa come faccio? Sarò sola lì, lontana dai miei genitori

👉 dove andrò, ci sarà tutto? Intendo: avrò gli alimentari vicini, la farmacia, l’ospedale in caso di emergenza

👉 se non riuscissi a farmi dei nuovi amici?

👉 se il posto non dovesse piacermi? Mica posso trasferirmi di nuovo…

E ancora molto altro.

La verità era una: avevo una paura f****.
La cosa di cui però nn riuscivo a darmi pace era che avevo paura di qualcosa che non conoscevo! E come si fa ad avere paura di qualcosa che non si conosce? E’ un controsenso, non trovi?


Ho paura delle meduse perché una volta sono stata punta pesantemente, ho paura di battere in salto perché una volta mi sono slogata la caviglia mettendo giù male il piede, ho paura di mangiare le lumache perché una volta sono stata terribilmente male, etc.
Quello che voglio dire è che in questi casi ci sono delle giustificazioni plausibili della mia paura (oggi, grazie ad alcune tecniche di coaching, le ho risolte 😉) mentre nel caso del trasferimento NO!

E allora cosa stavo facendo? Stavo lasciando che fossero le mie paure a guidare la mia vita, stavo permettendo ai miei catastrofici film di decidere per me, precludendomi così l’opportunità di fare nuove esperienze e vivere appieno la mia vita.

Detto così sembra semplice, lo so, ma non è stato affatto così! Sono stati mesi di lunga riflessione, smarrimento e pianti fino a quando un giorno mi sono fatta questa domanda: “Fede, dove ti vedi tra 3 anni?”.
Ho costruito quella che nel coaching si chiama Timeline (linea del tempo) e ho iniziato a pensare spostando il mio focus dal presente al futuro.

Mi si è aperto un mondo: ho iniziato a visualizzare la me stessa tra qualche anno e in quell’esatto momento ho capito che volevo una vita diversa e che il luogo in cui mi trovavo non era quello che avevo visualizzato.
Che potenza la visualizzazione! Io lo trovo uno strumento pazzesco: ci permette di vedere oltre rispetto a dove siamo oggi e la cosa formidabile è che ciò che vediamo è frutto della nostra mente e dunque dei nostri desideri.

La paura: emozione così demonizzata ma anche così utile!

Oggi ti ho raccontato questo altro piccolo pezzettino della mia vita perché voglio che tu sappia che cambiare a volte fa paura e se provi quell’emozione è ok, lasciala emergere ma non lasciare che prenda il sopravvento.

Analizza i fatti, valuta la situazione (io per prendere alcuni decisioni a volte ho stilato una vera e propria lista di pro e contro 😃) e poi visualizza ciò che desideri davvero. Lascia che la parte conscia decida la direzione ma poi lascia che sia quella inconscia a portartici.

to be continued…….

Raccontami la tua esperienza se ti va, sarò felice di leggerti 😃

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