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Hai mai sentito qualcuno, magari te stess*, pronunciare una o tutte queste frasi prima di decidere di cambiare lavoro?

“Voglio cambiare lavoro ma ho paura”

“Voglio cambiare lavoro ma è difficile”

“Voglio cambiare lavoro ma non penso di farcela”

È del tutto normale. L’essere umano, nonostante il cambiamento sia parte integrante del suo bagaglio biologico, fa fatica ad uscire dalla propria zona di comfort e ad affrontare le novità.

In questo articolo ti rivelerò da dove proviene questa difficoltà e come fare ad affrontarla.

Faremo anche un breve excursus sulle ragioni che spingono più spesso le persone a dimettersi, analizzando quali sono i segnali da non sottovalutare in quanto indicano che è arrivato il momento di darsela a gambe 😃

Pront*? Partiamo!

Perché cambiare lavoro è così difficile

È tutta colpa della nostra evoluzione.

Seguimi nel ragionamento.

I nostri antenati vivevano nelle caverne e avevano un unico obiettivo: sopravvivere. Uscivano per andare a caccia e speravano di tornare con cibo a sufficienza per sfamare se stessi e la propria famiglia.

Possiamo dire che vivessero di abitudini perché le abitudini davano loro la certezza di restare vivi. Di certo non erano interessati a cambiarle perché questo avrebbe significato per loro rischiare la vita.

Nel corso dei secoli l’essere umano si è evoluto e l’evoluzione ha portato con sé dei cambiamenti. Ognuno di noi nel corso della propria esistenza si trasforma, cambia. Pensaci: quando nasciamo la maggior parte dei nostri organi vitali non si sono ancora formati del tutto, ci vuole tempo perché ciò accada. Ci evolviamo dunque, cambiamo.

E allora perché ti starai chiedendo se il cambiamento fa parte della nostra biologia, facciamo così fatica ad accettarlo?

Aggiungo un altro tassello e poi arrivo alla motivazione, promesso!

Hai mai sentito parlare di cervello rettiliano (si fa riferimenti alla teoria dei tre cervelli teorizzata da Paul MacLean)?

Immagine che mostra in modo esemplificativo la struttura dei tre cervelli teorizzata da Paul MacLean

Si tratta della parte più antica del nostro cervello (si chiama così perché il suo aspetto è simile a quello del cervello di un rettile 😃) ed è la sede dei nostri istinti primordiali e dove si sviluppa la reazione di attacco e fuga (quando percepiamo un pericolo possiamo avere due reazione: attaccare o scappare).

Il cervello rettiliano entra in allerta ogni qual volta incontra una situazione nuova, diversa o di pericolo.

Inizi a capire dove voglio arrivare con il mio ragionamento?

Abbiamo paura del cambiamento perché cambiare significa affrontare una situazione nuova, diversa, di cui non abbiamo il controllo. Il nostro cervello rettiliano entra in allerta e trova poi sostegno nella parte più recente, ovvero il pensiero razionale (neo corteccia) che inizia ad elaborare tutte quelle domande che abbiamo visto nella nostra introduzione.

Ebbene sì, la nostra evoluzione, sebbene per certi aspetti si possa definire perfetta, ha lasciato qualche strascico.

La nostra mente è orientata a valutare i rischi.

Per questo ci chiediamo se le cose funzioneranno; è come se nella testa avessimo un faro puntato sul rischio invece che sui benefici.

Perché il contrario di rischio è beneficio.

Cosa ne dici allora se trasformiamo le domande iniziali con un orientamento al beneficio piuttosto che al rischio? Ti piace?

Voglio cambiare lavoro perché so che ne gioverò a livello fisico e mentale”

“Voglio cambiare lavoro perché ambisco ad una vita in cui lavoro con e per passione così da essere felice ogni giorno

“Voglio cambiare lavoro perché avrò più tempo per me, per la mia famiglia, i miei figli”

Prima di prendere la tua decisione, fai un’analisi dei rischi e comprendi se il tuo cambiamento avrà delle conseguenze sostenibili per te o per la tua famiglia, ad esempio in termini economici o di altra natura. Ma una volta fatto questo, concentrati su cosa il cambiare lavoro ti porterà di bello nella tua vita.

Ricorda questo: i nostri antenati dovevano sopravvivere, tu invece VUOI VIVERE!

Come affrontare la paura del cambiare lavoro

Ora che hai capito perché dimettersi è così difficile e da dove ha origine tutto, vediamo insieme come fare ad affrontare il cambiamento!

La prima cosa da fare è capire perché vuoi cambiare. Indaga le motivazioni. Queste alcune delle domande utili che puoi porti:

  • Cosa ti spinge a volerti dimettere?
  • Qual è la tua direzione? Cosa vuoi fare nella tua vita?
  • Mi dimetto e cosa faccio?
  • Quali sono i vantaggi e gli svantaggi del cambiamento?

Spesso le persone sono così focalizzate sul volersi allontanare dal posto in cui sono perché le fa soffrire e le fa stare male che non pensano a cosa faranno dopo.

Ok, te ne vai, non vedrai più né il tuo capo né i tuoi colleghi, ma ti sei chiesto cosa vuoi fare nella tua vita?

Il rischio più grande di non rispondere a questa domanda è ritrovarsi mesi o anni dopo nella stessa situazione in cui sei oggi, magari più frustrat* e nervos* che mai!

Parti prima da te stess*. Le risposte sono già dentro di te.

La seconda cosa è identificare le caratteristiche del tuo lavoro ideale.

Fermati a pensare quale lavoro ti piacerebbe fare. Fai un elenco delle caratteristiche che vorresti il tuo lavoro avesse in termini di: tempo libero, retribuzione economica, persone coinvolte, sfide, talenti.

Questo esercizio ti aiuterà a fare chiarezza su ciò che desideri (sempre che tu non lo sappia già 😃) e ti aiuterà a cercare “il lavoro” e non un lavoro.

❌ Disclaimer importante: il lavoro ideale (così come tutte le cose mi verrebbe da dire) dobbiamo meritarcelo. E questo non significa dire: “me lo merito”. Punto. Bisogna comportarsi in maniera meritevole e fare tutto ciò che è in nostro potere affinché ciò che desideriamo si realizzi.

Chiediti: “merito qualcosa di valido?” Se la risposta è sì, ottimo lavoro!

Se la risposta dovesse essere no, chiediti: “cosa mi manca per meritarmelo?”.

Una risposta potrebbe ad esempio essere: leggere. Leggere per diventare espert* in quell’argomento e acquisire le competenze mancanti, oppure fare dei corsi di formazione, aggiornamento. Fai qualunque cosa sia utile a raggiungere il tuo scopo.

I 5 segnali che ci dicono che dobbiamo cambiare lavoro

Abbiamo visto perché il nostro cervello rifiuta il cambiamento e di conseguenza perché cambiare lavoro è così difficile a volte.

Abbiamo poi capito che per cambiare lavoro dobbiamo partire da noi stessi, dalle nostre motivazioni e da ciò che desideriamo nella nostra vita.

Ora vediamo insieme quali sono i segnali che il nostro corpo e la nostra mente ci lancia per farci rendere conto che è arrivato il momento di cambiare.

Stress

Si può manifestare in modi diversi: difficoltà a dormire, nervosismo, livelli bassissimi di sopportazione, senso di gonfiore, bruciori di stomaco. Il nostro corpo ci sta chiaramente dicendo che non ce la facciamo più, che quella situazione non è più buona per noi e che dobbiamo trovare una soluzione.

Sono segnali estremamente importanti e da non sottovalutare.

Al lavoro ti annoi

La giornata sembra non finire mai e fai il conto alla rovescia dei minuti che mancano alla 18 (se termini a quell’ora!😃). Qualunque cosa fai ti annoia e non trovi più alcuna motivazione, nemmeno in quello che una volta ti entusiasmava.

Succede quando non ti piace più quello che fai, quando lo trovi banale e a volte senza senso. Ti chiedi continuamente: “perché continuo a farlo?” “dove mi porta?”.

Non ti senti più parte della cultura aziendale

Non condividi più le scelte aziendali, le decisioni e i valori. Questo ti porta a disinteressarti di ciò che accade e a polemizzare su tutto. Vedi tutto nero.

Anche questo è del tutto normale e guarda un po’ risale di nuovo alla nostra evoluzione.
I nostri antenati vivevano in tribù e per loro era fondamentale sentirsi parte di qualcosa, sapere di poter contribuire con le loro azioni e con la loro presenza al bene della comunità. Quando tutto questo viene meno, sorge un senso di inadeguatezza e di non appartenenza.

Ti senti sprecat*

Inizi a chiederti cosa ci fai lì e se vale la pena restare. Hai studiato così tanto, fatto così tanta esperienza che ora vuoi qualcosa di più. Senti di portare tanto valore ma che non ti viene riconosciuto. Vuoi di più.
Inizi a paragonarti agli altri e ti rendi conto che avresti molto da dare ma non lì non riesci ad esprimerlo.

Stipendio

Questa è un po’ una conseguenza del sentirsi sprecat*.
Proprio perché inizi a percepire il tuo valore, ti chiedi se la tua retribuzione è commisurata.

A volte i soldi rappresentano l’ultimo tassello di un puzzle molto più grande, soprattutto quando si affronta una crisi di “identità professionale” (per intenderci, quando non sai chi sei e quello che vuoi per la tua vita). Si arriva al punto in cui non ci interessano, è un altro tipo di benessere quello che cerchiamo.

Il movimento della Great Resignation ce lo ha insegnato molto bene in questi ultimi mesi. Le persone si dimettono senza avere un “piano B”, sono alla ricerca della propria soddisfazione personale e il denaro diventa una pensiero secondario.

Prima di lasciarci

Cambiare lavoro è una decisione importante.

Abbiamo visto perché la nostra mente ci “gioca” brutti scherzi e perché siamo così orientati a valutare i rischi invece dei benefici.

Il tuo compito da questo momento in poi sarà quello di cogliere ed accogliere i segnali che il tuo corpo, la tua mente e i tuoi comportamenti ti inviano; fare un’analisi dei rischi e poi concentrare tutte le tue energie sui benefici.

L’analisi dei rischi ti aiuterà ad alleggerire il peso della decisione, a fare chiarezza ed eventualmente a valutare se mancano delle competenze. Il passo successivo sarà però quello di concentrarti su ciò che di buono porterà nella tua vita questo cambiamento.

Analizza le tue motivazioni e chiediti qual è il tuo lavoro ideale e cosa puoi fare affinché tu possa meritartelo.

Impara ad ascoltarti e ricorda: siamo su questa Terra per vivere e non per sopravvivere.

Ultimissima cosa prima di lasciarti. Devo chiederti un favore.
Mi piacerebbe tantissimo avere un feedback da parte tua e sapere se quello che ti ho raccontato ti è stato utili oppure no. Scrivilo pure nei commenti, sarò felicissima di leggerti 😃

Un abbraccio,
Fede

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