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Prima di iniziare una bella novità: da oggi il nostro appuntamento settimanale si arricchisce del contributo di un piccolo-GRANDE spazio dedicato a racconti e storie di crescita personale legate al tema della newsletter.

Lo spazio si chiama I racconti di Gabri ed è curato dalla mia dolce metà Gabriele (qui il suo sito). Se ti fa piacere trovarlo anche all’interno delle prossime newsletter, come sempre scrivimi o dammi un tuo feedback utilizzando il link in fondo alla mail!

E ora veniamo a noi…

Quella trascorsa è stata una settimana molto impegnativa 😁 ed è iniziata con la pubblicazione della mia intervista sul supplemento del Magazine Cinque Colonne, Woman Affair, dedicato all’empowerment femminile.

Non riesco a descriverti la mia gioia 😍. 

Ecco il link se hai piacere di leggerla 😊

L’intervista parla di cambiamento, un tema che mi sta molto a cuore in quanto è diventato parte della mia quotidianità da diversi mesi. 

Ed è proprio di questo di cui oggi voglio parlarti, offrendoti il mio punto di vista su cos’è, come siamo soliti viverlo e come possiamo affrontarlo.

Sei pront*? Partiamo.

Cos’è il cambiamento? 

Il cambiamento è un turning point, un momento di non ritorno in cui realizzi che le cose non torneranno più come prima.

Detta così fa paura, lo so. Ma lascia che ti spieghi e che ti dia la versione positiva della cosa 😃

Cambiare significa evolversi, significa lasciare il tuo “vecchio Io” per accoglierne uno nuovo, più maturo, più forte e consapevole.

Affrontare un cambiamento per me significa anche sfidarsi, uscire dalla propria zona di comfort e da ciò che ti è familiare per metterti alla prova e testare le tue capacità.

Infine significa affidarsi. Affidarsi a te stess*, all’universo e a ciò in cui credi. Perché quando credi, quando dedichi anima e cuore in quello che fai, le cose accadono.

Per me è stato così. 

Lo è stato quando ho deciso di lasciare la mia città d’origine, Milano e poi quando ho dato le dimissioni dall’azienda per cui lavoravo.

Sono stati due grandi turning points e li ho vissuti e li vivo tutt’ora come momenti di evoluzione perché sento di essere ancora a metà percorso e di aver ancora tanta strada da fare.

Che emozioni genera il cambiamento?

Quando affronto questo argomento con le persone assisto solitamente a due reazioni:

  1. Paura
  2. Entusiasmo

Come è possibile che le persone abbiamo due reazioni così distanti tra loro sullo stesso tema?

Te lo spiego subito. 

Dipende da quello che ti dici nella testa e dall’opinione che hai di te stess*.

La paura del cambiamento deriva spesso da quella vocina interiore, piuttosto fastidiosa direi 😡, che inizia a parlare (a volte strillare oserei dire!) ogni volta che stai affrontando una situazione nuova o diversa dal solito.

È vero o no?

Ogni volta che capita qualcosa di diverso dalla tua routine e che esce dagli schemi, lei inizia a chiederti: 

Sei sicur* di volerlo fare? 

Sei sicur* che sarà la cosa giusta? 

Sei sicur* che poi non te ne pentirai?

Sarò capace?

La verità è che non lo saprai mai finché non lo fai e non farlo o aspettare troppo prima di farlo non è detto che sia la cosa migliore!

Cambiare il nostro dialogo interno e farci delle domande utili è il primo passo per accettare il cambiamento.

Cambia quelle domande in qualcosa di più funzionale, come ad esempio:

Cosa accade se prendo questa decisione?

Cosa accade se non la prendo?

Come mi sentirò nei confronti di quella decisione?

Con chi posso confrontarmi?

Come ti dicevo, non avrai mai la risposta se non fai ma puoi prepararti a prendere la decisione nel migliore dei modi!

Magari non arriverai a provare entusiasmo quando si parla di cambiamento, ma sicuramente più apert* e propens* ad affrontare i “fuori programma”😃.

Come affrontare il cambiamento?

Come ti dicevo, come prima cosa cambia il tuo dialogo interno. Ti aiuterà a costruire pensieri funzionali.

Trasforma il concetto di cambiamento in evoluzione. 

Questi ultimi due anni ci hanno sfidato molto come esseri umani e mai come oggi abbiamo compreso che adattarsi è indispensabile per la nostra sopravvivenza. 

Infondo lo diceva anche Darwin: non è la specie più forte a sopravvivere ma quella che più si adatta al cambiamento

Dimentica le opinioni altrui. 

Le persone sono solite dare consigli (non richiesti a volte) e spesso le loro opinioni riguardano paure e limiti che non sono tuoi bensì loro. 

Ascolta, ringrazia e vai oltre.

Abbraccia la tua diversità.

Se ti senti divers* dagli altri perché hai scelto di fare scelte diverse, è super ok. Non è scritto da nessuna parte che dobbiamo fare tutti lo stesso percorso e che dobbiamo evolverci nello stesso modo.

Sii orgoglios* e fier* della persona che sei e tira dritto.

Il cambiamento è solo una questione di punti di vista. Dipende da dove lo vuoi guardare 😀


💡 Accade in questo periodo

Il settore della formazione è in crescita e si moltiplicano opportunità di lavoro, guadagno e crescita per i lavoratori. Fai parte anche tu di quella fetta lì?

Da uno studio condotto da AIDP (Associazione Italiana Direttori del Personale) su un campione di 600 aziende, è emerso che ben il 75% di esse ha dovuto affrontare un momento di dimissioni volontarie. Le fasce maggiormente coinvolte sono 26-35 e 35-45 anni.

Sei anche tu parte di questo grande movimento?


📚 Libri che mi hanno trasmesso qualcosa

Beatrice Mautino, biotecnologa e divulgatrice scientifica affronta la delicatissima tematica dei cosmetici sfatando falsi miti e rispondendo alle tante domande riguardo a prodotti contro le rughe, creme solari, cellulite, trucchi e molto altro.

Il libro mette in luce le tante “trovate” di marketing e ha la finalità di aiutare il consumatore a diventare più consapevole durante l’acquisto.

Illuminante.


🦸🏻‍♂️ Il racconto di Gabri

Mi è appena tornata in mente una storia che ero solito raccontare nelle scuole durante le mie ore di formazione, prima dell’inizio della pandemia, quando ancora si poteva tranquillamente vivere l’aula senza pensare a ennemila normative e quando l’unico vera cosa che ci interessava era apprendere e stare insieme.

Ricordo di questo luogo non ben definito in un tempo non ben precisato, e ricordo bene di una strada sterrata un po’ terrosa, che un giorno vide i piedi di un giovane viandante camminare di lì.

Durante il suo cammino il giovane viandante incrociò la dimora di un anziano tagliapietre e, incuriosito dal fare del vetusto uomo, si fermò ad osservarlo.

Qui, il giovane viandante notò che l’anziano uomo, assai preso nel suo mestiere, continuava a ripetere sempre lo stesso movimento, in apparenza senza sosta: trascinava a sé il grande martello, lo sollevava, lo faceva cadere con forza sulla grande roccia dinanzi a sé, lo faceva scivolare a terra per il suo peso, lo trascinava di nuovo a sé e ricominciava da capo.

E così ancora e ancora per interminabili volte.

Il giovane viandante, notando che la roccia continuava a rimanere visibilmente perfetta e senza scalfittura alcuna, chiedette all’anziano tagliapietre:

Vecchio, perché continui a battere la pietra? Non vedi che non si crepa né scalfisce anche dopo così tanti colpi?”.

Ma l’anziano tagliapietre lo ignorò e continuò imperturbabile i suoi movimenti continui, quasi come se fossero parte di una danza senza fine.

I giorni successivi il giovane viandante si ritrovò a passare dalla dimora dell’anziano tagliapietre più e più volte e in ogni occasione gli rinnovava la stessa domanda.

Finché un giorno, durante l’ennesimo passaggio dalla dimora dell’anziano tagliapietre, il giovane viandante perdette la pazienza e, invece della solita domanda, questo si rivolse all’anziano uomo con rabbia e incredulità: “Vecchio, perché continui a battere quella pietra?! Sei forse pazzo a non vedere che è ancora perfetta e che il tuo da fare è totalmente inutile?!”.

Ma l’anziano tagliapietre lo ignorò per l’ennesima volta e imperturbabile continuò a battere sulla roccia.

E così ancora per i giorni a venire.

Venne poi un giorno in cui il giovane viandante smise di passare di lì, stanco di vedere sempre la stessa scena.

Ma quello fu il giorno in cui qualcosa cambiò.

All’ennesimo colpo con il pesante martello sollevato dall’anziano tagliapietre sulla grande pietra nel solito punto, di colpo la pietra si incrinò e velocemente si ruppe in due parti perfettamente nette e pulite.

Un cambiamento improvviso penserai? No.

Un cambiamento che c’è sempre stato, realizzato con un colpo ben assestato dopo l’altro, invisibile durante il percorso ma comunque presente.

Il cambiamento avviene, sia quando non lo notiamo e sia quando decidiamo di non notarlo.

Sta a noi predisporci a coglierlo e ad accoglierlo quando ci accorgiamo della sua presenza.

E sta a noi crearne il percorso quando lo desideriamo, proprio come l’anziano tagliapietre: un movimento dopo l’altro.

Gabri

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FEDERICA ROMAGNA

Mental Coach e Trainer al femminile.
© 2022
Creato con passione ❤ da Gabri

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