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In questo articolo scoprirai tre strategie super utili per cambiare lavoro con serenità e decidere una volta per tutte che cosa vuoi per la tua vita.

Ti rivelerò le strategie che io stessa ho utilizzato quando mesi fa mi sono sentita frustrata, in gabbia e totalmente demotivata dal mio lavoro.

Sono anche le stesse strategie che diverse persone a me molto vicine hanno acquisito in questi mesi facendo salti quantici rispetto alla loro posizione iniziale e giungendo finalmente ad un punto di svolta.

Non parleremo delle solite cose di cui parlano tutti. Non ti dirò come compilare il modulo INPS, come comunicare alle Risorse Umane che vuoi dimetterti, come parlare al tuo capo o quanti sono i giorni di preavviso previsti dal tuo contratto.

Queste cose puoi trovarle on line.

Basta digitare la parola dimissioni e trovi tutto quello che ti serve sapere su questo aspetto.

❌ Disclaimer: Le dimissioni non sempre sono la soluzione, a volte rappresentano solo il desiderio di scappare da ciò che ci fa stare male ma in realtà rivelano qualcosa di molto più profondo che è bene indagare. Per questo prima di fare il passo è importante comprendere le vere ragioni che ci spingono a cambiare.

Qui faremo insieme un vero e proprio percorso di crescita personale e vedremo:

  1. perché senti il desiderio di dare le cambiare lavoro
  2. quali sono le implicazioni e i benefici che una decisione del genere potrebbe avere sulla tua vita, la tua famiglia e le tue finanze se decidi di prenderla
  3. che persona vuoi essere e diventare nella tua vita

Scoprirai che la scelta del lavoro è solo una conseguenza della vita che vuoi vivere e della persona che vuoi essere e che prima di fare il passo è importante fare chiarezza su questo aspetto.

Pront*? Partiamo

1ª Strategia: ti sei chiesto qual è il vero motivo che ti spinge a cambiare lavoro?

Prima di chiederti in quale nuova realtà lavorativa buttarti o quale nuova esperienza intraprendere, c’è un’altra domanda fondamentale che dovresti porti.

In pochi se la fanno, anzi, quasi nessuno (parlo delle persone con cui ho lavorato, che conosco e a cui ho rivolto questa domanda).

Per quale motivo vuoi cambiare lavoro?

Devi sapere che ognuno di noi, ogni qualvolta si trova a dover prendere una decisione ha due opzioni: decidere perché vuole allontanarsi da qualcosa o da qualcuno (via da) o decidere perché ha una direzione, un obiettivo, un sogno che vuole realizzare (verso).

Mi spiego meglio…

Quando ho iniziato a capire che il lavoro che facevo non mi appassionava ma anzi, mi faceva sentire inutile, demotivata, frustrata e anche molto triste, mi sono chiesta: “voglio cambiare lavoro perché mi sento inutile, demotivata, frustrata e triste in questa azienda e dunque in un’altra sarà diverso (vado via da questo ambiente e ne cerco un altro) oppure voglio dimettermi perché voglio altro dalla vita e quel senso di frustrazione, demotivazione e tristezza è frutto di un bisogno ben più profondo del semplice cambiare azienda?

Molte persone decidono in “via da“; decidono di andarsene dal luogo in cui lavorano perché le fa soffrire, perché odiano il capo, i colleghi, l’ambiente, non si sentono valorizzate, apprezzate, ecc.
Se hai provato almeno una volta questa sensazione sai cosa voglio dire.

Ecco, queste sono tutte ottime motivazioni per voler lasciare un posto di lavoro ma sono anche motivazioni che non identificano nessuna direzione.

Una volta che sarai andato via da quel posto, come fai a sapere che nel prossimo non ricadrai esattamente nella stessa identica situazione e nelle stesse dinamiche di quello precedente?

Cosa accade quando prendi una decisione “via da”

Quando ho cambiato il mio primo lavoro, ben 8 anni dopo il mio ingresso, facendo un salto di carriera molto importante, da data entry a responsabile commerciale di un gruppo di 8 persone, decisi di farlo perché avevo capito che il mio tempo in quell’azienda era finito.

Avevo imparato tutto ciò che potevo imparare (o almeno credevo) e non provavo più stimoli.

Così decisi di iniziare a mandare curricula e a cercarmi un nuovo posto, più stimolante! Lo trovai quasi subito ed iniziai una nuova avventura.

Ben presto mi resi conto che anche quell’ambiente non mi stimolava ed iniziai a chiedermi cosa fare.

Iniziai a chiedermi come fosse possibile che non trovassi stimoli visto che mi trovavo in un’azienda totalmente diversa, in un settore completamente diverso dal precedente, con colleghi nuovi e ambiente nuovo!

Quello che era successo era che avevo lasciato il mio vecchio lavoro per un forte via da, ovvero la mancanza di stimoli, ma non avevo deciso cosa significasse per me avere degli stimoli! Non avevo pensato ad una direzione ma solo ad un allontanamento da quella situazione.

Il via da può essere una fortissima leva dolore ma non ci porta da nessuna parte se non decidiamo un verso. Possiamo decidere di lasciare il nostro lavoro attuale, trovarne un altro e, a distanza di qualche mese (se ci va bene perché nei casi peggiori può passare anche un anno o più), ritrovarci a vivere le stesse sensazioni di mesi prima.

Decidere quale direzione vogliamo dare alla nostra vita è una tra le domande più importanti che dobbiamo porci prima di decidere di dimetterci.

Cosa accade quando prendi una decisione “verso”

Quando decidi avendo ben chiara quale direzione seguire, quale strada professionale vuoi intraprendere, tutto diventa più chiaro e semplice.

Quando capii di voler fare ed essere una coach, avevo due possibilità:

  1. lavorare per un’azienda “illuminata” in cui la figura del coach fosse accolta ed apprezzata
  2. diventare una libera professionista e costruirmi il lavoro di Mental Coach

Prima di scegliere per la seconda (oggi lavoro come Mental Coach) vagliai anche la prima ipotesi.

Prima di andarmene volevo essere sicura che quella fosse la decisione giusta e che non me ne stessi andando solo perché avevo un forte via da ma perché effettivamente in quell’azienda non ci fosse spazio per me e le mie passioni.

Così presentai un progetto che fu subito approvato e feci formazione interna per circa 3 mesi a quelli che allora erano i miei colleghi (lo feci gratuitamente e parallelamente al mio lavoro di consulente alle vendite). Fu un’esperienza magnifica e mi diede la conferma che quella fosse la mia strada e che quello era ciò che avrei voluto fare per tutta la vita: occuparmi di coaching, di comunicazione e di relazioni di aiuto.

Purtroppo però le cose non andarono come avrei voluto. Non riuscii a trovare il mio spazio in azienda e far in modo che quella passione si trasformasse in una posizione lavorativa. Così iniziai a cercare altrove.

Compresi ben presto che sarebbe stato molto difficile trovare una realtà che accettasse la mia figura e che mi assumesse, così decisi che la mia passione e il desiderio di essere e fare la Coach fosse più forte di uno stipendio fisso e di un lavoro sicuro.

Dopo aver capito i miei via da, il mio verso, aver valutato la possibilità di restare con un altro ruolo e tutta un’altra serie di aspetti che vedremo tra poco, presi coraggio e diedi le dimissioni.

Esercizio pratico

Ecco un esercizio pratico per te.

Prendi carta e penna e dividi il foglio in due colonne: nella parte sinistra scrivi tutti i tuoi “via da” e nella colonna di destra i tuoi “verso”. Scrivere ti aiuterà a fare chiarezza e a focalizzare oltre che ad alleggerire i pensieri.

Una difficoltà che potresti incontrare nel fare questo esercizio è quella di avere tanti “via da” ma non avere un “verso”. Come prima cosa, tranquillizzati. Può succedere.

La società nella quale viviamo non ci insegna a ragionare per obiettivi ed è quindi una situazione comune quella di trovarsi a non capire quale direzione dare alla nostra vita. A volte viviamo con il pilota automatico, facciamo tutti i giorni le stesse cose e quando ci viene chiesto di ragionare fuori dagli schemi, bam, ci troviamo in difficoltà.

Se non hai una direzione o un desiderio o non senti alcuna “chiamata” dentro di te, quello che puoi fare per trovarla è: fare, vivere, sperimentare, esplorare, viaggiare, leggere, scrivere e lasciarti ispirare dalle storie di altre persone.

Pensaci: come fai a scoprire cosa ti appassiona se prima non lo fai? Come fai ad appassionarti ad uno sport se non inizi a praticarlo? Ok, potrebbe succedere che vedi qualcuno farlo e te ne innamori a prima vista oppure ti piace talmente tanto il riflesso che quello sport ha su quella persona che sei stimolat* dal provarlo anche tu.

Perfetto, questo è esattamente il significato di sperimentare ed esplorare.

Conosco persone che si lamentano di continuo del fatto che non riescono a trovare la propria strada e a capire cosa vogliono davvero dalla propria vita. Andando un po’ più a fondo scopro che fanno ogni giorno le stesse cose senza mai lasciare spazio ad una novità.

Qualcuno di famoso diceva:

“Follia è fare sempre la stessa cosa e aspettarsi risultati diversi.” (Albert Einstein)

Esci dalla tua routine ed inizia a guardare il mondo con occhi diversi. Sono sicura che ci son decine di cose che vorresti fare, devi solo avere il coraggio di cambiare la lente dei tuoi occhiali.

2ª Strategia: come valutare i pro e i contro per cambiare lavoro

Secondo passaggio fondamentale. Ascolta bene.

Ogni decisione ha sempre delle conseguenze nella nostra vita e quando si parla di un tema come quello delle dimissioni, dobbiamo tenere conto che le conseguenze potrebbero impattare non solo su di noi ma, se ad esempio abbiamo una famiglia o dei figli, anche su di loro, sull’assetto economico e sociale.

Se mi dimetto che succede?

Per questo, fare un’analisi dei pro e dei contro è essenziale!

I pro e i contro possono essere di due aspetti.

Di natura oggettiva come nel caso dell’aspetto economico, sociale o temporale.

Ad es.: il nuovo lavoro è più lontano o vicino rispetto al precedente? I miei figli o la mia famiglia potrà continuare a mantenere gli stessi standard che abbiamo oggi? E io, se mi dimetto e cambio lavoro, potrò continuare ad avere il mio tempo libero da dedicare a loro o alle mie passioni?

Di natura soggettiva come ad esempio: quali sono le mie paure, come mi sento nei confronti della scelta, come mi vedo tra X anni?

L’analisi dei pro e dei contro ti aiuterà a mettere nero su bianco la tua situazione attuale un po’ come se fosse una fotografia. Dal mio punto di vista è un momento importantissimo per fare chiarezza.

Esercizio pratico

Ti riporto di seguito le domande che io stessa mi sono fatta prima di decidere di cambiare lavoro e che ti invito a rispondere. Anche in questo caso, prendi carta e penna, mettiti comod* e rispondi in modo onesto e sincero con te stess*:

  • Come mi sento rispetto al mio lavoro attuale (es. triste, insoddisfatt*, infelice, ecc)?
  • Cosa potrebbe darmi un nuovo lavoro che quello attuale non mi dà (es. flessibilità, smart working, autonomia, ecc.)? Se vuoi diventare un libero professionista, potrebbe essere ad esempio: gestione del tempo, libertà, ecc.
  • Quali sono i vantaggi del dare le dimissioni (es. la vicinanza, la mensa, i ticket)? Se vuoi diventare un libero professionista potrebbe ad esempio essere: fare qualcosa con passione, portare un contributo al mondo, seguire la mia missione, fare qualcosa che mi fa stare bene.
  • Quanto impatta la tua decisione sull’asset familiare (nel caso in cui tu voglia diventare un libero professionista, l’aspetto economico avrà un ruolo cruciale. Lasciare un lavoro senza averne un altro implica che tu possa mantenerti o mantenere il tuo standard attuale nonostante la decisione. Gli esperti di “finanza intelligente” consigliano un sostentamento di minimo 6 mesi/ un anno per stare tranquilli. Ti consiglio di condividere questa decisione con tua moglie/marito/ compagn*)? Se la tua scelta è invece un cambio di lavoro in cui le condizioni retributive sono migliori, direi che questo aspetto sarà super ok per te 😃
  • Quanto impatta sulla mia vita sociale (il nuovo lavoro mi allontanerà dalle amicizie, dalle passioni, dal tempo con la mia famiglia e i miei figli?)
  • Quali sono le mie paure più profonde, quelle che mi fanno desistere dal prendere una decisione?
  • Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadermi se mi dimettessi?
  • Come mi sentirò quando mi sarò dimess*?
  • Dove mi vedo dopo le dimissioni (immagina come sarai vestit*, cosa sentirai, chi ci sarà accanto a te, cosa proverai)? Visualizzarti come se avessi già raggiunto l’obiettivo ti aiuterà a mantenere il focus e tenere alta la motivazione.
  • Che persona sarò?

Questa serie di domande ti farà acquisire maggior consapevolezza della scelta che stai per prendere e valutare anche quelle cose a cui magari fino ad oggi non avevi pensato.

Ricorda, prima di scegliere un lavoro è importante capire che persona vuoi essere e vuoi diventare. Il lavoro è una conseguenza.

3ª Strategia: che persona voglio essere al lavoro e nella vita privata?

Una delle cose di cui mi resi subito conto mentre lavoravo nella mia ultima azienda, era che la Federica della vita privata non era la stessa Federica del mondo del lavoro.

Sono cresciuta con la ferma convinzione che non puoi essere te stesso al lavoro. Al lavoro ci sono delle regole e alle persone non puoi mostrarti come sei perché altrimenti se ne approfitteranno.

Wow! Che convinzione potente! Era così potente che mi stavo precludendo l’opportunità di trovare un lavoro che mi appassionasse.

Ti spiego meglio.

Ognuno di noi può avere tante identità. Io ad esempio, a seconda della situazione sono moglie, figlia, atleta, sorella, zia, libera professionista..

Quello che però non cambia è il mio io più profondo, la persona che sono.

Facciamo un esempio.

Ognuno di noi ha una propria scala di valori. I valori non sono altro che la nostra bussola, ciò che guida le nostre scelte, ovvero quello che è importante per noi. Quando decidiamo seguendo i nostri valori, viviamo una vita felice ed appagante.

Se io sono una persona i cui valori principali sono l’amore, la giustizia e l’etica, cosa accade se lavoro in un ambiente in cui nessuno di questi valori viene rispettato? In cui non c’è etica ed equità tra le persone? E in cui tutti pensano a se stessi?

Accade che mi sento frustrat*, insoddisfatt*, arrabbiat* e nella peggiore delle ipotesi, demotivat*.

Ti dirò una cosa: il nostro cervello non distingue tra un io professionale ed un io personale, per lui io sono sempre Federica e tu sei TU! La differenza la fa come ti rapporti tu nei confronti di te stess*.

Avere un io professionale allineato ad un io personale credo sia l’unico modo per vivere una vita appagante, priva di conflitti valoriali che non fanno altro che mettere in dubbio chi sei e cosa vuoi.

Esercizio pratico

Prendi un foglio e dividilo in due colonne: sulla colonna di sinistra scrivi “io al lavoro” e su quella di destra “Io nella vita privata/tutto il resto”.

All’interno di entrambe le colonne scrivi le parole che trovi qui sotto. Rappresentano una serie di livelli che una volta compilati, ti daranno una chiara fotografia del tuo IO attuale nelle “due versioni”:

  • Ambiente (es. lavoro/ufficio per la colonna di sinistra e casa/fuori casa per la colonna di destra)
  • Comportamento (come ti comporti al lavoro e a casa: es. sei collaborativo, solitario, ecc)
  • Abilità (quali abilità metti in campo al lavoro e a casa: es. ascolto, insegnamento, ecc)
  • Convinzioni (di cosa sei convinto al lavoro e a casa: es: di farcela, di non farcela, di essere brav*, ecc)
  • Valori (cosa è importante per te, in cosa credi al lavoro e a casa/nella tua vita)

Lo schema che hai davanti a te rappresenta esattamente una fotografia di come ti vedi nei due mondi, quello lavorativo e quello personale 😃

Se dovessi notare che sono molto distanti tra loro, tranquill*, è un ottimo punto di partenza. Da qualche parte dovrai pure iniziare per migliorare, giusto? Ed il bello è che il miglioramento parte proprio da te.

Quando feci questo lavoro, notai che i miei due IO erano totalmente disallineati 🤦‍♀️. Mi resi conto che era come se stessi vivendo due vite separate e questa cosa mi faceva stare molto male. Il conflitto valoriale che provavo fu una delle ragioni principali che mi spinse a dimettermi.

Più i tuoi due IO sono allineati, più sentirai bene; sentirai che i tuoi valori sono soddisfatti e vivrai una vita appagante.

Ricorda: tu sei l’unica persona che può scegliere chi vuole essere e questo a volte comporta scelte faticose, coraggiose ma credimi, piene di soddisfazione.

Prima di lasciarci

Come vedi c’è un mondo dietro alla decisione di cambiare lavoro o di dare le dimissioni e spesso e volentieri, non ha nulla a che vedere con il lavoro in sé ma con noi stessi.

Fare chiarezza è il primo passo. È stato così anche per me.

Insieme abbiamo visto tre strategie super utili e che puoi applicare sin da subito per cambiare lavoro.

Il punto è capire se hai voglia di scendere così in profondità, se hai voglia di conoscerti e magari di guardare in faccia quelle paure o quelle emozioni che fino a questo momento hai lasciato da parte.

A volte può spaventare ma credimi, una volta che avrai chiaro cosa vuoi davvero fare nella tua vita, niente e nessuno potrà fermarti. Dovrai solo avere una strategia ed un piano d’azione strutturato e infallibile per ottenere ciò che vuoi.

E per questo, ci sono io 🙋🏻‍♀️.

Ho creato Masterclass live! durante la quale ti insegnerò come fare il passo successivo e acquisire questa strategia. Come sempre, l’ho provata su di me e ha funzionato! A questo link trovi tutte le informazioni che ti servono.

Ultimissima cosa, devo chiederti un favore.
Mi piacerebbe tantissimo avere un feedback da parte tua e sapere se queste strategie ti sono state utili oppure no. Scrivilo pure nei commenti, sarò felicissima di leggerti 😃

Un abbraccio,
Fede

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